Rappresentare la Destra significa offrire risposte improntate anzitutto a senso etico, a giustizia sociale, a quei valori, cioè, che da sempre rispecchiano il nostro modo di vivere e di essere.
Risposte ad una società malata e incapace di offrire sicurezza alla comunità.
Sul piano della sicurezza – E’ di queste ore lo scontro tribale fra Procure della Repubblica sul caso De Magistris che, non dimentichiamolo, riguarda un magistrato che per aver indagato sui potenti è stato messo in condizione di non nuocere con la compiacenza dei due poli principali. Quando i magistrati arrivano a un passo dall’arrestarsi fra loro, il cittadino avverte insicurezza, smarrimento, ha il diritto di chiedersi dove sta di casa il diritto.
Sul piano sociale- Un’elemosina di 40 euro mensili è stata rifilata dal Governo ai più poveri, mentre si soffre la tragedia della casa, e chi lavora nel pubblico è soggetto a un regime di tassazione degli straordinari diverso da chi lavora nel privato. Si dice che la sicurezza del cittadino è prioritaria per il governo, ma si lasciano con buste paga da fame poliziotti e carabinieri del nostro Paese.
Annunciano con i loro giornali la campagna per l’abolizione delle province, ma nei provvedimenti che approvano delegano a questi enti persino il bollo auto che pure avevano promesso di cancellare. E’ più cara l’acqua, perché la si è resa disponibile, con un provvedimento approvato nella canicola di agosto, alla speculazione privata.
Gli italiani avvertono un’ingiustizia profonda ogni volta che sentono un assessore comunale o regionale aprire le porte degli asili e delle case popolari agli immigrati e sbatterle in faccia ai nostri connazionali.
E’ l’Italia dove si muore sul lavoro, è l’Italia dove si muore a 17 anni persino a scuola, come è accaduto a Rivoli in quella che, signor Presidente del Consiglio, è stata tutt’altro che una tragica fatalità, ma un rischio drammatico che corrono ogni giorno in moltissime scuole i nostri figli.
Le politiche sociali restano le grandi assenti nell’azione di Governo.
Esiste, pertanto, uno spazio politico che La Destra può rappresentare, con serietà e coerenza.
Tra le persone. È all’interno della società civile che l’avventura politica di Raffaele Lombardo e del Movimento per l’Autonomia (MpA) ha inizio, ed è nella tutela su scala nazionale delle istanze del popolo siciliano e dell’universo culturale ed economico del Mediterraneo che il MpA vede il proprio punto d’approdo programmatico.
Quella del Movimento per l’Autonomia, giunto ormai al quarto anno dalla sua fondazione, è la storia di una lista civica che, in seguito ai successi ottenuti grazie a un profondo e distintivo radicamento nel territorio (successi, ancora una volta, ottenuti tra le persone e per le persone), ha deciso di strutturarsi come partito nazionale.
È in quest’ottica che il Movimento per l’Autonomia, realtà estranea alla tradizionale logica dei partiti italiani troppo spesso preda di logiche di potere, affronta le responsabilità dell’essere al Governo. Il confronto costante e diretto tra Raffaele Lombardo e Silvio Berlusconi garantisce l’impegno assunto dal MpA nei confronti dei propri elettori e mette in evidenza quali siano le priorità del Governo in merito alle politiche economiche e sociali da attuare in Sicilia e nel Mezzogiorno.
Le grandi opere e le infrastrutture, innanzitutto: il Ponte sullo Stretto, che è ormai una necessità per il Paese e per l’intero bacino del Mediterraneo. La fiscalità di vantaggio. Il Patto per le Autonomie. Il dovere di combattere per un Paese che, come sancito dall’Art. 5 della Costituzione, sappia effettivamente promuovere le autonomie locali, attuare il più ampio decentramento amministrativo e adeguare i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Fondamentale per l’affermazione del Movimento per l’Autonomia e per le vittorie che ne sono conseguite è il ruolo del suo Segretario e fondatore Raffaele Lombardo, eletto Presidente della Regione Siciliana in occasione delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008. Nel gennaio 2009 un sondaggio Ipr – Sole 24 Ore conferma la popolarità del Presidente e ne ribadisce la fama di Governatore più apprezzato d’Italia.
Alleanza di Centro nasce con un fine fondamentale: essere una casa per i moderati e i centristi italiani di ogni provenienza. Adc viene alla luce per aggregare, unire idealmente e operativamente tutti coloro che si riconoscono nei valori del popolarismo e del cattolicesimo liberale europeo. La nuova esperienza politica prende le mosse dai fatti del 2006 con l’inizio del lungo cammino che sta portando alla creazione di una grande forza unitaria di centrodestra, popolare, riformista e liberale.
Ad essa guardiamo e ci ispiriamo. Intendiamo sostenere il suo cammino e non escludiamo, quando i tempi saranni maturi, di entrarne a far parte integralmente. Il progetto di un partito unico conservatore e liberale italiano si situa nell’orizzonte dei grandi mutamenti politici europei che vede da una parte il PPE e dall’altra il PSE. Siamo convinti che i centristi, eredi ideali della Partito popolare italiano e della Dc che fu di Don Sturzo e De Gasperi, non possano rimanere fuori da tale processo e che abbiano il dovere di apportare il proprio contributo per l’edificazione di un grande partito dei moderati. Il nostro partito vede la luce in un anno cruciale per la storia economica e sociale italiana e globale.
E’ da poco scoppiata una grande crisi finanziaria che gradualmente si sta tramutando in crisi economica reale anche per le famiglie. Il Governo Berlusconi, impegnato coraggiosamente, nella riforma dello Stato e nel rilancio dell’economia italiana, necessita di appoggio e sostegno. Lo richiede il senso di responsabilita’ che ci ha sempre costraddistinto, lo richiede il sentimento di unita’ e solidarieta’ nazionale che di fronte alle difficolta’ unisce e non separa. Le domande delle famiglie e dei giovani italiani necessitano di una politica di centro, intesa quale armonizzazione degli interessi di tutti e perseguimento del bene comune.
Ci lasciamo alle spalle le esperienze fallimentari di governo e gestione delle amministrazioni locali del centrosinistra che hanno peggiorato la situazione economica, immobilizzato il Paese e bloccato il cammino delle riforme di cui l’Italia ha bisogno ora piu’ che mai. L’Adc anche qui intende dare il suo contributo di idee, impegno e metodo nell’affrontare le grandi questioni del Paese come la fiscalita’ per le famiglie, la formazione e la ricerca scientifica, la disoccupazione, la riforma dello Stato, il sostegno al Mezzogiorno nel quale crediamo fortemente come risorsa strategica e serbatoio di intellegenze e professionalita’ per l’intera Nazione.
Il Partito Pensionati è un partito politico italiano guidato da Carlo Fatuzzo, parlamentare europeo. È stato fondato a Milano il 19 ottobre 1987.
Il programma del partito consiste nella tutela dei diritti del pensionato e nel perseguimento di alcuni obiettivi basilari, come dare ai lavoratori la possibilità di trattenere i propri contributi in busta paga, dare un contributo alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti, l’abolizione del cumulo di reddito fra coniugi per le pensioni dirette, portare al 100% la pensione di reversibilità del coniuge defunto (attualmente è al 60%), ottenere un rimborso dei contributi per chi non arriva all’età pensionabile, case di riposo dignitose e in numero sufficiente, abolire la lunga tempistica d’attesa per le visite ospedaliere, dare contributi alle associazioni di anziani e pensionati e alle Università libere e della Terza età.
Il partito si è presentato alle elezioni europee del 2004, riscuotendo l’1,1% su base nazionale ed eleggendo un parlamentare europeo.



